Navigazione veloce

videogames a scuola

L’Istituto Comprensivo di Corniglio ha partecipato alla sesta conferenza dell’ iGBL al Trinity College di Dublino, 1-2 settembre. GBL sta per Game Based Learning, apprendimento basato sul gioco, “i” per Irish. Il tema era specifico, l’uso dei videogiochi nella didattica, un’idea inesistente nella scuola italiana e nelle famiglie, dove in genere c’è solo demonizzazione o, al massimo, tolleranza. In Europa e nel lontano est (Malesia, Korea e Cina) si stanno invece utilizzando da anni come risorse. Il bambino quando gioca conquista una concentrazione che ha dell’incredibile, non sente fame, freddo, caldo, trascorre ore senza accorgersene. È giusta la preoccupazione di genitori ed educatori dinanzi a tali manifestazioni, ma si può andare oltre, si può utilizzare il videogioco come una buona risorsa. Come? Per rispondere bisognerebbe ripetere qui i discorsi dei 60 relatori venuti da ogni parte del mondo. Gli abstracts possono essere letti su www.igbl-conference.com, in lingua inglese. Un errore che non andrebbe fatto è quello di avere una visione semplicistica dei giochi che i nostri bambini utilizzano sui loro tablet, telefonini, consolle. Ogni aspetto andrebbe letto nella sua complessità; per esempio la facoltà dell’immaginazione, che da un lato viene limitata dalla resa tridimensionale ormai iper-realistica, dove il bambino non ha appunto più nulla da immaginare, ma allo stesso tempo viene potenziata dalla possibilità offerta di percorrere spazi inediti, seppure virtuali.
Il prof. Francesco Piro ha presentato le esperienze svolte negli ultimi anni nella scuola in un workshop dal titolo “A bridge to reality”, un ponte verso la realtà, una rassegna di attività dove il digitale si mescola con pastelli, carta, legno, elettronica.

Non è possibile inserire commenti.