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Scuola Primaria

La scuola del primo ciclo

Il primo ciclo d’istruzione comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di I ° grado. Esso ricopre un arco di tempo fondamentale per l’apprendimento e per la costruzione dell’identità degli alunni nel quale si pongono le basi e si sviluppano le competenze indispensabili per continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita. La finalità del primo ciclo è la promozione del pieno sviluppo della persona. Per realizzarla la scuola concorre con altre istituzioni accompagnando gli alunni nell’elaborare il senso della propria esperienza, promuovendo l’acquisizione degli alfabeti di base della cultura (indicazioni per il curricolo).

La scuola primaria

La scuola primaria è:

  • un luogo di alfabetizzazione in quanto dispone gli strumenti di base per la lettura e l’interpretazione della realtà, attraverso l’acquisizione delle competenze disciplinari fondamentali e dei quadri concettuali, nella forma adeguata alla maturità del bambino e comunque nel rispetto del linguaggio, dei contenuti, della metodologia di ricerca dei diversi ambiti di conoscenza
  • ambiente educativo di apprendimento perché richiede e sollecita la promozione di un clima relazionale positivo che faccia leva sul senso di responsabilità e di solidarietà del singolo e del gruppo
  • contesto di crescita e di maturazione perché promuove il pensiero critico, lo sviluppo della creatività e la conoscenza di sé
  • luogo di interazione con le risorse culturali e ambientali del territorio sul piano della valorizzazione e della proposta.

Il tempo pieno

L’espressione “tempo pieno” identifica un modello PEDAGOGICO, DIDATTICO ORGANIZZATIVO con caratteristiche precise che di certo non possono essere ridotte al semplice orario di funzionamento della scuola. Il tempo pieno è nato in Italia negli anni ’70. Dopo il cosiddetto “doposcuola”, ovvero le tante esperienze in cui per iniziativa o in collaborazione con gli enti locali si prolungava l’orario scolastico offrendo attività pomeridiane per i bambini che ne avessero bisogno, il tempo pieno ha costituito il modo attraverso il quale il tempo scuola antimeridiano, canonico, curricolare e il tempo scuola pomeridiano aggiuntivo, si sono integrati in un unico progetto educativo, disegnando un tempo scuola UNITARIO e di QUALITA’ sulla base del riconoscimento che lo spazio dato ai linguaggi non verbali, alla corporeità, alla dimensione ludica delle attività pomeridiane rappresenta un efficace volano dei processi cognitivi e di socializzazione. Le scuole primarie del nostro Istituto funzionano a tempo pieno ed hanno cercato di rispondere anche ad un’esigenza delle famiglie e del territorio. Alcuni plessi hanno dovuto ridurre il tempo scuola a 36 ore (Tizzano, Lagrimone e Beduzzo) e a 34 (Corniglio) per problemi logistici: trasporti scolastici, organico insufficiente per coprire l’assistenza mensa.

Finalità della scuola primaria

L’insegnamento nella Scuola Primaria si configura come la fondamentale forma di alfabetizzazione culturale. Esso, attraverso l’apporto delle attività e delle discipline, considerate nelle loro interazioni, contribuisce a formare una mente critica, l’autonomia di giudizio, il gusto della ricerca e si svolge all’interno di una scuola che è contesto  significativo di apprendimento anche per la qualità delle relazioni interpersonali. E’ una scuola che ha come scopo non solo l’acquisizione degli alfabeti del conoscere, del ricercare, del fare, ma anche quelli del vivere e del convivere.

Organizzazione attività didattiche

Da diversi anni l’attività didattica nelle scuole dell’Istituto è improntata a criteri che anche le "commissioni istituzionali preposte" hanno recentemente evidenziato:

  • sviluppo di attività di ricerca, individuale e di gruppo, che insegnino a responsabilizzarsi e ad organizzare il pensiero
  • utilizzo di biblioteche scolastiche e loro aggiornamento
  • impiego degli strumenti multimediali che, oltre ad essere estremamente motivanti, danno il senso di disporre di risorse per il saper fare e consentono di non disperdere, ma valorizzare forme di intelligenza intuitiva, empirica e immaginativa, assai diffuse tra i ragazzi.

Le attività didattiche possono essere organizzate e svolte con modalità diverse allo scopo di rendere più efficace l’intervento formativo:

  • "lezione" collettiva a livello di classe
    Si ricorre all’uso della lezione collettiva per economizzare il tempo scolastico nel momento in cui si comunicano informazioni uguali per tutti o si utilizzano mezzi audiovisivi o altri strumenti fruibili contemporaneamente da un grande gruppo. La lezione collettiva è quindi vista come superamento della pura trasmissione di saperi
  • Attività di piccolo gruppo
    Il lavoro di gruppo, visto come alternativa all’insegnamento collettivo, è essenziale per la sua funzione formativa (sia sul piano dell’apprendimento che sul piano relazionale). Si basa sulla condivisione e sulla disponibilità
  • Attività per gruppi formati da alunni di classi diverse (classi aperte)
    L’organizzazione a classi aperte, oltre a un diverso utilizzo degli spazi e delle attrezzature a disposizione, permette un maggior sviluppo delle potenzialità dei bambini mediante la fruizione di maggiori e diverse opportunità di apprendimento e di stimolo delle attitudini individuali
  • Interventi individualizzati
    L’individualizzazione come trattamento differenziato degli alunni è una strategia che consente di soddisfare le necessità di formazione di ciascuno. Ciò comporta l’assunzione dell’inalienabile principio psicopedagogico secondo il quale non si può insegnare/educare se non attraverso un processo individualizzato di insegnamento/apprendimento che per essere realizzato necessita di:

    • analisi delle pre-conoscenze e individuazione delle potenzialità
    • osservazione in itinere degli sviluppi nelle diverse aree che compongono la personalità nella sua globalità
    • impostazione di un rapporto docente/discente adeguato alle esigenze del soggetto
    • riflessione sullo stile personale di apprendimento degli alunni e sulle condizioni che determinano situazioni favorevoli agli apprendimenti

    Tenendo conto di tutto ciò riteniamo possibile che gli alunni in difficoltà possano seguire i piani programmati per la classe nella sua generalità. Diverso il discorso per gli alunni che nello svolgimento di tali attività vivono una situazione di insuccesso. Per essi si provvederà alla stesura di piani personalizzati, che presuppongono, al termine, prove di verifica individuali.