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Territorio

In questa pagina proponiamo i link ai siti degli enti e delle organizzazioni locali. Segnalateci ogni dimenticanza all’indirizzo webmaster@iccorniglio.gov.it.
Segue la presentazione delle caratteristiche geografiche e storiche del nostro territorio.

Siti delle pubbliche amministrazioni del territorio

Associazioni

Analisi del Territorio

Il territorio dell’Istituto Comprensivo di Corniglio, che comprende i comuni di Corniglio, Monchio, Palanzano e Tizzano, si presenta interamente montuoso e collinare e si sviluppa lungo la linea altitudinale che va dai 250 m slm degli insediamenti abitativi del fondovalle, ai 1200 m c. delle ultime abitazioni in prossimità del crinale appenninico che segna il confine con la Toscana, raggiungendo i 1861 m. con il monte Sillara. Con andamento pressoché perpendicolare al crinale, si snodano tre dorsali che sovrastano le valli del Parma, del Cedra e dell’Enza, che culminano alla sinistra del Parma nel monte Polo e nel monte Cervellino, alla sua destra nel monte Caio e nel monte Navert, alle cui pendici scorre a oriente il fiume Cedra. Sulla terza displuviale, che forma la sponda destra del Cedra e la sponda sinistra dell’Enza, sorgono le cime del monte Fageto e, deviando verso occidente, del monte Fuso. Un’altra displuviale di minore lunghezza si dirama dal monte Navert e si conclude nell’altura del monte Aguzzo che sovrasta il panorama di Corniglio per chi giunge da Langhirano.

I rilievi sono costituiti prevalentemente da rocce sedimentarie stratificate di origine marina di periodi differenti, compresi in un arco temporale di decine di milioni di anni, di varia conformazione, commisti ad argille, marne e depositi morenici. Queste stratificazioni che variano per le differenti forme e tonalità ocracee e per lo spessore delle falde da cui sono costituite, sospinte e sollevate da dinamiche orogenetiche di differente intensità e frantumate dall’erosione, danno luogo alla singolare mutevolezza degli scorci paesaggistici. Affiorano qua e là relitti vulcanici, detti ofioliti, che a volte costituiscono massi isolati caratterizzati da una colorazione più cupa, grigio-verdastra o grigio-rossastra e da una conformazione scagliosa. Il territorio dei quattro comuni si estende parzialmente nelle valli e nei bacini idrografici dei torrenti Parma, Cedra ed Enza e comprende il Parco dei Cento Laghi, che prende il suo nome dai numerosi bacini di origine glaciale, o geotettonica, che vi si trovano..

La vegetazione del crinale montano è costituita sopra i 1600 m. da cespugli di mirtilli e ginepri. In prossimità delle cime più alte cresce la prateria e varie specie di licheni. La foresta originaria che si mantiene in larghe porzioni del territorio è costituita da faggete, ma sono presenti nell’alta Val Parma anche abeti e pini di superbe dimensioni, prodotto di un rimboschimento iniziato nel secondo decennio del secolo scorso. A quote inferiori ai 1000 m. la varietà delle latifoglie aumenta, vi crescono, assieme al ginepro, per citarne alcune, la farnia, il rovere, l’olmo, il nocciolo, il noce, meli e peri selvatici e il castagno, un tempo coltivato con grande cura, essendo tra le principali risorse alimentari dell’ambiente montano. La fauna acquatica è costituita da trote iridee autoctone, trote comuni e tinche. Sono presenti le specie più comuni di rettili e la fauna silvestre è abbondante. Negli ultimi anni ha fatto la sua ricomparsa il lupo e sulle alte e scoscese pareti del Groppo Sovrano nidifica l’aquila reale. I quattro comuni di Corniglio, Monchio, Palanzano e Tizzano hanno sede in agglomerati urbani di antica origine, ma di differente tipologia. Il castello di Corniglio domina la confluenza tra il Parma e il Bratica e l’abitato più antico si estende a sud del castello costeggiando la strada principale e le sue diramazioni.

L’impianto urbanistico di Tizzano è anch’esso di tipologia medievale, ma si snoda attorno ad una lunga piazzetta il cui andamento curvilineo s’impernia nel centro dell’altura su cui sorgono le vestigia del castello. Monchio ha un impianto urbanistico composto da tre nuclei principali, accorpati ad antiche corti rurali, sorgenti su dorsali rocciose che si affacciano su una conca ove, in tempi più recenti, si è esteso l’abitato. Palanzano ha un abitato di tipo indifferenziato che deve il suo aspetto attuale a cospicui e piuttosto recenti rimaneggiamenti. I documenti più antichi che riportano i nomi di queste località risalgono all’alto medioevo, o al periodo iniziale del basso medioevo, ma questi luoghi furono certamente abitati anche in epoca preromana, perché posti in corrispondenza di antiche vie commerciali che collegavano i due versanti dell’Appennino Tosco Emiliano. In epoca medievale vennero erette le pievi di Corniglio, Beduzzo e Tizzano e numerose cappelle. La Pieve di Tizzano è la costruzione romanica meglio conservata e risale all’XI secolo. Nei secoli XII-XV, a riprova dell’importanza strategica ed economica che si attribuiva alla zona, sorsero numerosi castelli, soprattutto nel cornigliese, e queste terre, che in origine erano state donate dagli imperatori alla Chiesa di Parma, furono a lungo contese dalle feudalità locali (i Rossi e i Terzi) e dai principati sorti nelle regioni vicine, che nel corso dei secoli estesero la loro dominazione su Parma, come i Visconti, gli Scaligeri, i Pallavicino, i Fieschi, gli Sforza, fino al definitivo accorpamento nel Ducato parmense dei Farnese e dei Borbone. Omettendo gli sviluppi storici del XIX secolo, negli anni 1943-1945 le località montane comprese nei comuni succitati, furono teatro della Lotta di Liberazione e di sanguinose rappresaglie nazifasciste. Il territorio dell’Istituto Comprensivo di Corniglio è quindi un territorio che esprime valori di natura, di storia e di cultura che vanno conosciuti, apprezzati e preservati, per dare senso al presente e per formare una base su cui costruire il futuro. Ogni giorno però le scuole dell’Istituto devono tenere in considerazione le difficoltà che le famiglie incontrano per permettere ai figli una frequentazione regolare delle lezioni. Fuori dagli agglomerati storici, dove hanno sede i plessi scolastici, è presente un’elevata frantumazione degli insediamenti abitativi, costituiti dalle frazioni e da piccoli gruppi di case sparse, dove la mattina di buon’ora, se si è fortunati, passa la corriera di linea o il “pulmino” della scuola. Luoghi spesso incantevoli, ma non proprio ideali per un bambino che deve trascorrere il doposcuola da solo. Un altro disagio è rappresentato dalla considerevole distanza dei quattro comuni dal capoluogo di provincia e dalla vasta estensione del territorio nel quale essi si sviluppano; estensione che condiziona in modo pesante anche l’organizzazione del trasporto scolastico.

Ma dati preoccupanti sono quelli che riguardano il numero degli abitanti, le percentuali dell’occupazione e il calo demografico che nel Comune di Corniglio ha subito una notevole accelerazione a causa della frana (la più grande d’Europa) che, dal 1994 e per diversi anni, ha assunto la configurazione di un vero e proprio disastro ambientale. Negli ultimi anni però nel Comune di Tizzano vi è stata un’inversione di tendenza: si è registrata una forte immigrazione dalle regioni meridionali, dai paesi comunitari ed extracomunitari e diverse famiglie di giovani che lavorano in città hanno deciso di risiedere nei Comuni montani e di praticare il pendolarismo. La scuola nel nostro territorio è l’unica istituzione educativa e formativa con finalità di proposte culturali e di aggregazione sociale delle comunità, dove si sviluppa l’identità, dove è possibile l’accoglienza, il dialogo e la collaborazione tra le generazioni.